Per molti musicisti, la passione per la quarta arte non è un semplice trastullo, bensì una vera e propria vocazione. Sin dalla più tenera età ci si accorge che il proprio destino non potrebbe prevedere una strada alternativa. Poi, però, bisogna fare i conti con la realtà e, in questa fase, un interrogativo assilla studenti e famiglie: quanto costa davvero studiare al Conservatorio?

Se siete capitati qui è perché questa domanda, per voi, potrebbe essere ancora aperta. A risolverla ci pensiamo noi.

Intanto, potete mettere da parte gli scenari drammatici: studiare musica presso un istituto AFAM è molto meno dispendioso di quanto potreste temere. I Conservatori statali, infatti, sono parificati alle università pubbliche: questo significa che le rette non sono a cifra fissa, ma dipendono principalmente dall’ISEE del tuo nucleo familiare. Tra No Tax Area, borse di studio e piccoli accorgimenti per risparmiare, frequentare un percorso accademico può rivelarsi decisamente accessibile.

Detto questo, vi sentite motivati a provarci? Vediamo allora come cominciare. Sarà pur vero lo stereotipo che gli artisti sono avversi alle pratiche burocratiche, ma rimboccatevi le maniche: si parte!

1. Le spese iniziali: ammissione e immatricolazione

Prima ancora di mettere le mani sullo strumento per il primo esame, ci sono alcuni passaggi burocratici da considerare per accedere ai corsi accademici (Triennio e Biennio).

L’iter per l’ammissione prevede i seguenti costi fissi:

  • La prova d’ingresso (tra i 30€ e i 60€): per tentare l’esame di ammissione al Conservatorio si versa una piccola tassa d’esame. È il lasciapassare indispensabile per dimostrare la propria preparazione davanti alla commissione.
  • Le tasse fisse statali (circa 37€): una volta superata la prova, all’atto dell’immatricolazione si versano la tassa di frequenza erariale (21,43€) e l’immancabile marca da bollo (16€).
  • La Tassa Regionale DSU (da 130€ a 190€): è il contributo per il Diritto allo Studio Universitario che varia da regione a regione. Nota bene: se richiedete e ottenete la Borsa di Studio DSU, questa somma vi verrà interamente rimborsata!

A conti fatti, il “prezzo di partenza” per mettere piede in aula si aggira indicativamente tra i 180€ e i 250€.

2. Retta annuale e ISEE: come sono suddivise le fasce di reddito?

Il grosso della retta annua (il cosiddetto contributo onnicomprensivo) viene calcolato in base all’ISEE-U (l’ISEE per le prestazioni universitarie).

Ecco come si strutturano le principali fasce di reddito:

  • No Tax Area (ISEE fino a 22.000€): se rientrate in questa fascia, festeggiate! La retta annuale del Conservatorio è pari a 0€. Pagherete soltanto le tasse fisse di iscrizione e la tassa regionale.
  • Fascia intermedia (ISEE tra 22.000€ e 30.000€): la quota cresce progressivamente ma in modo molto contenuto. Indicativamente vi troverete a pagare tra i 200€ e i 600€ all’anno.
  • Fascia alta (ISEE sopra i 30.000€ o se non si presenta l’ISEE): si paga la quota massima, che varia da Conservatorio a Conservatorio ma di norma oscilla tra i 1.100€ e i 2.200€ all’anno.

3. I costi “invisibili”: strumento, spartiti e vita da fuorisede

Lo so che, a questo punto, starete pensando di aver già completato il quadro delle spese. Ma aspettate: restano da includere alcuni aspetti pratici che si tendono a trascurare nel budget iniziale:

  • Acquisto e manutenzione dello strumento: è la spesa principale per ogni musicista. Oltre all’acquisto iniziale, considerate la manutenzione ordinaria (come l’accordatura del pianoforte, che richiede circa 80€–100€ a chiamata, il cambio corde o le ance per i fiati).
  • Spartiti originali e materiale didattico: per gli esami e le esercitazioni ufficiali servono partiture originali e edizioni critiche. Calcolate tra i 100€ e i 300€ all’anno.
  • Masterclass, concorsi e trasferte: partecipare a corsi di perfezionamento o concorsi nazionali comporta spese di iscrizione e viaggio per circa 200€–500€ a evento.
  • L’eventuale fattore Fuorisede: se studiate lontano da casa, la voce più consistente sarà l’alloggio e il costo della vita, che nelle principali città musicali oscilla tra i 500€ e i 900€ al mese.

4. Borse di studio e agevolazioni: come abbattere i costi

Sostanzialmente, non dovrebbero esserci altri esborsi, all’infuori del vostro impegno individuale al quale, per chi asseconda la propria passione, è un piacere dare fondo.

Ma c’è un altro aspetto fondamentale da approfondire, che potrebbe sgravarvi da buona parte delle spese: le agevolazioni subordinate al merito, al reddito e allo stato di salute dello studente.

  • Borse di Studio Regionali (DSU): erogate dagli enti regionali per il Diritto allo Studio. Rispettando i requisiti di reddito (ISEE) e di merito (crediti CFU), non solo vi viene azzerata interamente la retta, ma potete ottenere un contributo economico in contanti (fino a qualche migliaio di euro all’anno), l’alloggio gratuito negli studentati e i Buoni Pasto per la mensa.
  • Esoneri per merito: molti Conservatori premiano gli studenti che si sono distinti per votazioni elevate applicando sconti sulla retta dell’anno successivo o rimborsando parte dei contributi.
  • Studenti lavoratori e regime Part-Time: chi studia e lavora contemporaneamente può richiedere il regime a tempo parziale. In questo modo, la retta annuale viene rimodulata e ridotta, spalmando il percorso su più anni.
  • Esoneri per disabilità o DSA: l’esonero totale dal contributo onnicomprensivo è previsto per legge per gli studenti con invalidità riconosciuta pari o superiore al 66%.

In conclusione

In sostanza, potremmo trarre una conclusione abbastanza evidente: studiare al Conservatorio ha costi del tutto simili a quelli di una qualsiasi facoltà universitaria statale.

Dopotutto, non si sta investendo solo in un percorso formativo, bensì in un sogno. E con le giuste informazioni su ISEE e borse di studio, questo sogno è decisamente a portata di mano.